I biosensori sono dispositivi che utilizzano un elemento di riconoscimento biologico mantenuto a contatto diretto con un trasduttore  
(definizione IUPAC) (1). I biosensori possono essere direttamente rappresentati come dispositivi che convertono un evento fisico o biologico in un segnale misurabile (2); essi sono composti da un elemento di rilevamento biologico (un enzima, un tessuto, delle cellule viventi, ecc.) che fornisce selettività, e un trasduttore che converte le reazioni chimiche in segnali processabili (3). In modo specifico, un biosensore è composto da tre parti: il primo elemento è il biomediatore (es. materiali di derivazione biologica  o biomimetici, tessuti, microrganismi, organelli, recettori cellulari, enzimi, anticorpi, acidi nucleici, ed elementi biologici creati con l'ingegneria genetica), il secondo elemento è il trasduttore (fisico-chimicho, ottico, piezoelettrico, elettrochimico, ecc) che trasforma il segnale risultante dalla interazione dell'analita con l'elemento biologico in un segnale che può essere misurato e quantificato; il terzo elemento è associato alla componente elettronica e al processamento dei segnali, per ottenere risultati facilmente interpretabili (4). Alcuni biosensori richiedono un processo di immobilizzazione del biomediatore sulla superficie del sensore (metallo, polimero o vetro e altri materiali) utilizzando tecniche fisiche o chimiche

References

1 Thevenot D. R., Tòth K., Durst R. A.,. Wilson G. S, 2001 Electrochemical Biosensors: Recommended Definitions and Classification Pure Appl. Chem. 71  2333